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GRAMSCI, un’omine, una vida - con I tenores di Neoneli

Data:

14/02/2019


GRAMSCI, un’omine, una vida - con I tenores di Neoneli

I tenores di Neoneli presentano il loro spettacolo chiamato “GRAMSCI, un’Omine, una Vida” - GRAMSCI, un Uomo, una Vita. Si tratta di un concerto in cui il tema dei testi interessa la vita e l’opera di Antonio Gramsci originario della Sardegna. Gramsci è uno degli scrittori italiani più studiati e tradotti di ogni tempo. I tenores di Neoneli lo cantano nella sua e loro lingua, il sardo, con un modulo canoro unico al mondo, il canto a tenore, patrimonio dell’Umanità per l’Unesco, e con musiche etniche della Sardegna.

Il progetto nasce da un libro omonimo scritto da Tonino Cau, costituito da 935 strofe, 7480 versi interamente dedicati al grandissimo pensatore e politico italiano morto nelle carceri fasciste nel 1937.

Nello spettacolo I tenores di Neoneli sono accompagnati dai musicisti Orlando ed Eliseo Mascia. Ballerine: Angela Fais, Francesca Cau e Valentina Corda 

Il concerto è sostenuto dalla Regione Sardegna attraverso il Bando POR Sardegna FESR Sardegna 2014-20- Identity Lab, azione 3.4 1, e dalla Fondazione di Sardegna.

* * * 

Antonio Gramsci nacque ad Ales, in Sardegna, il 22 gennaio 1891, quarto di sette figli. I genitori erano Francesco Gramsci e Giuseppina Marcias.
Comincia a dare segni della malattia, che lo accompagnerà per tutta la vita, nel periodo in cui la famiglia deve trasferirsi a Sòrgono (provincia di Nuoro). Il giovane Antonio subisce la tensione familiare causata da certe leggerezze del padre, protagonista e vittima nel 1897 di una sospensione dall'impiego e di un arresto per irregolarità amministrative. Nel 1905 si iscrive tuttavia agli studi liceali, liceo-ginnasio di Santu Lussurgiu, e nel 1908 cambia e approda al liceo Dettori di Cagliari, città dove in pratica comincia a condurre una vita autonoma. Inizia a leggere la stampa socialista che il fratello Gennaro gli invia da Torino.
Insieme a molti giovani del liceo Dettori, Gramsci partecipa alle "battaglie" per l'affermazione del libero pensiero e a discussioni di carattere culturale e politico. In quel periodo abita in una poverissima pensione in via Principe Amedeo, e le cose non migliorano quando si trasferisce in un'altra pensione di Corso Vittorio Emanuele.
Cagliari, in quel tempo, è una città socialmente avanti e culturalmente vivace, dove si diffondono i primi fermenti di protesta che influiranno notevolmente sulla sua formazione complessiva, sia sul piano culturale che caratteriale. A scuola si distingue per i suoi vivi e variegati interessi socio-culturali, legge tantissimo (Croce e Salvemini su tutti), ma manifesta anche una notevole propensione per le scienze esatte e per la matematica.
Con in tasca la licenza liceale, nel 1911 vince una borsa di studio per l'università di Torino. Si trasferisce così in quella città e si iscrive alla facoltà di Lettere. Stringe amicizia con Angelo Tasca, già conosciuto socialista.
Vive gli anni universitari in una Torino industrializzata, dove sono già radicate e sviluppate le industrie metalmeccaniche Fiat e Lancia. È in quegli anni di importanti pulsioni sociali matura i primi sentimenti della sua ideologia socialista. A Torino frequenta anche gli ambienti degli immigrati sardi, alimentando l'interesse per la sua terra. Nelle sue analisi e riflessioni sarà infatti sempre vivo il problema meridionale in generale, ma è attento osservatore e difensore di tutto ciò che riguarda gli usi e i costumi della sua isola, e non solo.
Gli interessi politici fanno di Gramsci un indefesso organizzatore di numerose iniziative, e addirittura dopo qualche tempo lo si ritrova in Russia. Conosce e si sposa a Mosca con una bella violinista di talento che gli darà due figli per i quali, dal carcere italiano di cui in seguito patirà i rigori, scriverà una serie di commoventi favole pubblicate con il titolo "L'albero del riccio".
Intanto, avendo già aderito al Partito Socialista Italiano, resta persuaso dell’utilità di far nascere un nuovo partito, secondo le scelte scissionistiche già fatte proprie dall'Internazionale comunista. Nel gennaio del 1921 si celebra a Livorno il 17° congresso nazionale del Psi; le differenze sostanziali tra i vari gruppi: massimalisti, riformisti ecc., inducono Gramsci e la minoranza dei comunisti a staccarsi definitivamente dai socialisti. Nello stesso mese del 1921, nella storica riunione di San Marco, nasce il Partito comunista d'Italia: Gramsci ne diventa subito uno dei protagonisti, e membro del Comitato centrale.
Nel 1926 viene arrestato dalla polizia fascista nonostante l'immunità parlamentare. Il re e Benito Mussolini, nel frattempo, sciolgono la Camera dei deputati, mettendo al bando e fuori legge i comunisti. Gramsci e tutti i deputati comunisti sono processati e confinati: Gramsci inizialmente viene imprigionato a Ustica, poi nel carcere di Civitavecchia e in quello di Turi. Non essendo adeguatamente curato è abbandonato al lento spegnimento fra insopportabili privazioni e sofferenze fisiche e morali.
Muore nel 1937, dopo quasi undici anni di dura reclusione, senza aver mai rivisto i suoi adorati figli. Negli anni di prigionia studia e scrive 32 quaderni di studi filosofici e politici, definiti una delle opere più alte e acute del secolo; pubblicati da Einaudi nel dopoguerra, sono noti universalmente come i "Quaderni dal carcere", e godono tuttora di moltissime traduzioni e di enorme considerazione presso gli intellettuali di innumerevoli Paesi del mondo.
Lo scrivente autore del progetto, appassionato di poesia e autore di centinaia di testi e poesie interpretate dal suo gruppo (i tenores di Neoneli) e altri numerosi artisti sardi (Duo Puggioni, Trio Cocco, Balentes, Carla Denule, Francesco Demuru, Furias, …), è attualmente impegnato nella finale stesura di un’opera in ottava rima logudorese (otadas) che uscirà ad ottobre, forse la forma poetica preferita, interamente dedicata alla vita e all’opera di uno dei personaggi simbolo della Sardegna: Antonio Gramsci.

Nello specifico sarà dedicata la maggiore attenzione proprio ai risvolti persino romanzeschi di una vita travagliata quanto mai (sotto ogni punto di vista: umano, politico, sentimentale) Antonio Gramsci, entrato e rimasto a pieno titolo nella storia sarda, nazionale e internazionale di serie “A”.

Per realizzare il progetto, il cui libro da cui tutto parte è costituito nella ristampa finale di 935, è stato svolto già da diversi anni un complesso e attento, significativo lavoro di ricerca sul campo (interviste, rilevazioni, catalogazione, …) e uno studio dei molteplici testi scritti e prodotti da e su Gramsci, sulla sua vicenda umana e politica.

I libro di Giuseppe Fiori (Vita di Antonio Gramsci) è stata l’insostituibile traccia metodologia e cronologica adottata per la realizzazione del lavoro. Ma tuttavia abbiamo fatto ricorso ad una vasta bibliografia (Vacca, Canfora, Longo, Terracini, Sraffa, Paulesu, D’Orsi, Rossi…).
Si pensi naturalmente all’impegno profuso per la produzione di un volume che ha la prerogativa di essere assolutamente senza precedenti. Se è vero infatti che Gramsci è uno degli autori più studiati degli ultimi secoli a livello mondiale (ad oggi oltre ventimila libri sul nostro, in oltre quaranta lingue del mondo), è altrettanto vero che nessuno mai ha scritto la sua vita in limba (lingua sarda), in logudorese.
Il volume, reca a fondo pagina la traduzione in italiano del testo poetico.
Da libro scaturisce un tessuto narrativo che è la base di una serie di brani musicali (a cappella o con accompagnamento strumentale) che rappresentano il racconto cantato e suonato, appunto l’omonimo spettacolo GRAMSCI, un’omine, una vida. Il Progetto gira il mondo da oltre un anno, e naturalmente è già stato presentato in Italia e in Sardegna, non solo una volta, in occasioni culturalmente importanti.
Nelle performances, come nell’omonimo cd che sarà a breve prodotto, ossia negli spettacoli di presentazione sono coinvolti oltre ai singoli componenti dei tenores di Neoneli, anche altri artisti e musicisti, non solo sardi, come lo stesso Antonio Gramsci jr, Eugenio Finardi, Elio delle Storie Tese. Lo spettacolo, dipendentemente dalle sedi che lo ospitano, può sostenuto nella fruizione da testi opportunamente tradotti, in veri programmi di sala.
In sintonia con la salvaguardia e tutela, sviluppo e valorizzazione della lingua sarda, si crede sommessamente che una simile iniziativa possa giovare anche allo studio della nostra storia di popolo, attraverso l’apprendimento della vita di personaggi amati e simbolo della nostra isola, ma leggendo secondo una tradizionale e molto amata modalità stilistica, come quella costituita dalle otadas logudoresas. Uno spettacolo senza precedenti in assoluto per due motivi:
mai nessun gruppo o artista sardo, poeta sardo o scrittore, ha scritto la vita e la storia di Antonio Gramsci in rima, e dunque meno che mai è stato prodotto un simile spettacolo;
I tenores di Neoneli, alla nona pubblicazione, seguono la fortunatissima scia di ZUIGHES, libro e spettacolo apprezzato in mezzo mondo (Cina, Spagna, Australia, America, Brasile…), in luoghi prestigiosi della penisola, e in numerose località della Sardegna.
Lo spettacolo è un avvincente e convincente racconto della vita e delle opere di Antonio Gramsci, come mai nessuno ha fatto fino ad ora.
L’interesse dei tenores di Neoneli è quello di portare storie e personaggi sotto forma di spettacolo, con una esperienza in tal senso superiore a 42 anni (vedasi curriculum).
Allo stato il progetto è sostenuto dalla RAS (Regione Autonoma della Sardegna), attraverso il Bando Por Identity Lab, nonché dalla Fondazione Sardegna, che sostiene l’iniziativa per il secondo anno. Ovviamente intervengono nelle varie occasioni di spettacolo, altri enti pubblici (Istituti Italiani di Cultura all’Estero, Consolati, Fondazioni, Associazioni di Emigrati, ecc…) e privati.

Informazioni

Data: Gio 14 Feb 2019

Orario: Alle 18:30

Organizzato da : IIC Oslo

Ingresso : Libero


Luogo:

IIC Oslo, Oscarsgt. 56

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