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In memoria di San Francesco

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Francesco d’Assisi era già celebre ben oltre i confini dell’Italia mentre ancora era in vita. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1226, la sua straordinaria vicenda biografica venne tramandata attraverso un’ampia produzione di leggende e testi commemorativi e, nel corso del tempo, anche attraverso una vasta tradizione iconografica. Ma in che modo era meglio commemorarlo? Francesco aveva dedicato la sua vita alla pratica radicale di alcuni ideali cristiani fondamentali, ponendo al centro di essi l’ideale della povertà evangelica. Nel processo di costruzione della sua commemorazione, tuttavia, si finì progressivamente per attribuire maggiore rilievo ad altri aspetti della sua esperienza. A partire dalla fine del XIII secolo, il Santo venne sempre più presentato come un mistico di eccezionale statura, mentre l’ideale della povertà radicale passò gradualmente in secondo piano. Nel XIX secolo, alcune leggende francescane del XIII secolo, ormai dimenticate, furono riscoperte e nuovamente diffuse. Il ricordo di San Francesco poté così tornare a essere utilizzato anche per scopi diversi dalla promozione della spiritualità mistica. Da allora, Francesco d’Assisi è stato continuamente riscoperto e reinterpretato secondo prospettive nuove, tanto all’interno quanto al di fuori delle chiese cristiane.

La conferenza (in norvegese) sarà tenuta dal prof. emerito Tarald Rasmussen in occasione della pubblicazione del volume Frans av Assisi. En kort introduksjon (Francesco d’Assisi. Una breve introduzione) e si inserisce nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo, avvenuta il 3 ottobre.

 

  • Organizzato da: IIC Oslo
  • In collaborazione con: Cappelen Damm